THE CHI – Le strade degli innocenti
di Filippo Losito

In un sistema in cui non c’è proporzione fra colpa e pena qual è il prezzo da pagare per la perdita dell’innocenza?

Nei sobborghi neri di Chicago basta vedere il male per essere contaminati, basta sfiorarlo per essere inghiottiti nella sua spirale.
THE CHI è una serie FOX che parla del confine labile tra l’innocenza e il male che la corrompe. Parla della lotta che i personaggi compiono per salvare se stessi e chi amano, cercando di tenere il male fuori, nelle strade.

Io sono Filippo Losito, da anni mi occupo di costruire mondi narrativi. Storycounseling, questo canale, nasce con l’obiettivo di comprendere i meccanismi profondi e il potere trasformativo delle storie.

In ogni storia, in particolare nelle serie l’arena è fondamentale. Le arene non sono tutte uguali. Ogni arena ha le sue regole. Del resto anche la vita è così: ogni contesto in cui ci muoviamo ha le sue regole. In famiglia ci comportiamo in un modo, a lavoro in un altro, allo stadio con gli amici in un altro ancora. Eppure i nostri conflitti interni sono sempre gli stessi. Lo stesso discorso vale per i personaggi. È bene sapere i codici, le norme condotta di un’arena, altrimenti si pagano le conseguenze. L’abilità di uno sceneggiatore sta nel mascherare queste dinamiche, eppure replicarle, per fare in modo che l’emotività dello spettatore si attivi a un livello più sottile, inconscio.

THE CHI è sì Chicago, ma il CHI è anche il flusso vitale che anima le nostre vite. Questa storia si innesca con un duplice omicidio. Un innocente assiste a un traffico d’armi e per questo viene ucciso.
Coogie, un adolescente atipico, con i capelli lunghi, vivace e pieno di humor, vede il cadavere e ruba le scarpe e la collanina. Toccando il cadavere, entra in contatto con il male e ne viene contaminato.

Questo passaggio innescherà, come spesso accade nelle serie crime, un effetto domino. Ma le storie non sono tutte uguali. E la particolarità di THE CHI è quella di indagare il confine sottile tra INNOCENZA E COLPA. Chi è che detta le regole? L’arena.
In un territorio in cui il male non perdona – regola – assistere un omicidio è una violazione. L’innocenza perduta è perduta per sempre. In questo sobborgola legalità non è un riferimento.

Oltre a Coogie anche il piccolo Kevin ha la colpa di vedere un omicidio.
Brendon si contamina nel momento in cui prova nascondere la pistola di un Ridge, il giovane boss.
Nel momento stesso in cui si tocca il male si diventa complici. L’innocente è colui che non nuoce, che non sa quali sono le conseguenze del male, proprio perché non ne hanno avuto esperienza. L’innocente non sa.
Coogie non sa che che il prezzo di quella catenina è la vita.
Brandon non sa che perdere la pistola di un delinquente lo vincolerà alla criminalità.
Jake non sa che una volta che sei dentro lo sei per sempre.
Una dinamica molto interessante a livello tematico utilizzata dagli sceneggiatori è l’individuazione di un confine preciso fra il luogo dell’innocenza – la casa – e il luogo del male – la strada.
In casa, il male non deve entrare, per questo va salvaguardata e protetta. Il male deve restare fuori, per le strade. Questa dinamica si ripete costantemente nella serie: nel momento stesso in cui i personaggi provano a contaminare l’ambiente domestico vengono allontanati.
Brandon viene cacciato nel momento in cui porta a casa una pistola e viene trovato con la maglia sporca di sangue. Allo stesso modo la pistola sparisce dalla casa di sua madre, perché il male non deve lasciare traccia all’interno delle mura domestiche.
Emmet non può portare altre ragazze a casa di sua madre, perché non è in grado di badare al figlio neonato e prendersi le sue responsabilità di padre (tenere la corruzione anche fisica lontano dallo sguardo di un innocente).
Ronnie è ferito. Il sangue non può entrare nella casa della sua ex moglie.
Ma la casa è luogo salvo, anche se sei un omicida. In quel caso il nemico è la polizia.

In questo senso anche le scarpe sono un simbolo molto forte: entrare nel territorio del male significa innanzitutto varcare una soglia. Le scarpe sono legate all’identità, rappresentano il desiderio di ascesa sociale dei personaggi.
È Coogie a suggerire al poliziotto di smettere le Clarks e comprarsi un paio di Timberland.
È Emmett che attraverso le scarpe dovrà smettere di sognare e garantire solidità al figlio.

The CHI, il flusso vitale è legato all’innocenza. Calpestare metaforicamente il territorio del male significa perdere per sempre l’innocenza e in THE CHI il prezzo che si paga per la perdita dell’innocenza è la vita.

Categorie: Riflessioni

0 commenti

Lascia un commento

Segnaposto per l'avatar

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *